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 I Vitelloni Il termine vitellone indica un giovane che passa le sue giornate senza responsabilità né fatica, godendo dei piaceri della vita. La parola deriva dal titolo di un famoso film di Federico Fellini (romagnolo doc) che rappresentò magistralmente quella atmosfera di dolce far niente ne "I vitelloni", uno dei suoi primi film di successo internazionale. Il film, scritto da Ennio Flaiano, doveva essere ambientato a Pescara, ma Fellini preferì scegliere per l'ambientazione della storia la sua città natale, Rimini, alla quale era visceralmente affezionato: questo cambio di ambientazione gli permise di inserire più facilmente alcuni elementi autobiografici; il film racconta la storia di un gruppo di giovani scansafatiche, che passano le loro giornate sotto i portici dellìassonata cittadina di provincia, pascolando (come vitelloni) da una distrazione ad un'altra. Nonostante il finale amaro, che mostra l'inevitabile scontro con la realtà dei giovani vitelloni, il film viene ricordato soprattutto per l'atmosfera di spensierata rilassattezza, resa perfettamente da Fellini che ben doveva conoscere quella dolce indolenza, tipicamente romagnola. Proprio ne "I vitelloni" si trova un pezzo classico del cinema italiano del dopoguerra, la mitica scena nella quale il giovane vitellone Alberto Sordi lancia il richiamo "Lavoratori!" all'indirizzo di alcuni operai, seguito da pernacchio e gestaccio... per poi finire inseguito dagli stessi operai armati di badile.
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 Ceramica di Faenza Faenza è una simpatica cittadina della Romagna più profonda, e come la maggior parte dei centri romagnoli, è una tranquilla località con un suggestivo quartiere storico, ricco di monumenti e ravvivato dal profumo ipnotico della cucina romagnola, che si spande per le strette vie medievali. Tuttavia Faenza custodisce un tesoro che è soltanto suo e che la distingue dagli altri romantici borghi della provincia, una sapienza artigianale che le è valsa il titolo di "capitale della ceramica" e che continua senza interruzione fin dall'antichità. Le ceramiche di Faenza sono famose in tutto il mondo, subito riconoscibili soprattutto quando sono prodotte nello stile più classico, con colorate decorazioni floreali, di origine rinascimentale. L'arte della ceramica coinvolge una buona parte della cittadinanza, dalla produzione artigianale di altissimo livello fino alle creazioni artistiche dei giovani designer, che a Faenza si possono avvalere di risorse, strutture e formazione specializzata: i faentini sono stati infatti molto efficienti nel mettere a frutto esperienza e fama centenarie, secondo la tradizionale operosità romagnola. Nella cittadina ha sede anche il famoso Museo Internazionale della Ceramica che ospita una stupenda e importante collezione di ceramiche antiche e moderne, non solo faentine, testimonianza della lunga evoluzione delle tecniche e degli stili nel corso della millenaria tradizione della ceramica.
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 Federico Fellini Il Grand Hotel di Rimini doveva sembrare al piccolo Federico, bambino degli anni Venti, il castello delle fiabe, con le torrette svettanti, le bandierine al vento e i suoi nobili abitanti. Durante i ruggenti anni Venti, il Grand Hotel di Rimini era la meta del bel mondo, luogo di ritrovo per il jet-set internazionale che passava lunghi soggiorni di piacere sulla riviera adriatica, all'epoca ancora una location riservata a pochi fortunati. E quell'atmosfera di sogno non ha mai lasciato il Grand Hotel e nemmeno la memoria di Federico, che, una volta diventato Federico Fellini, ha rievocato quella sensazione antica, sfruttando il Grand Hotel come fondale magico e surreale per le sue fiabe filmate, come ad esempio in Amarcord, dove le stanze del Grand Hotel diventano il luogo di seduzione della bella Gradisca. Così come la memoria del Grand Hotel non lasciò mai Fellini, allo stesso modo la memoria di Fellini non ha mai lasciato il Grand Hotel di Rimini, dove il maestro era spesso ospite, insieme all'amata moglie, l'attrice Giulietta Masina. Dopo la sua morte il grande parco privato di 4000 mq che fa parte della struttura è stato intitolato alla sua memoria. Dall'enorme terrazza del Grand Hotel si può allungare lo sguardo sul parco Federico Fellini e poi oltre, verso il mare, quasi aspettandosi di vedere passare da un momento all'altro il grande transatlantico di Amarcord.
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