Ravenna
Ravenna è una città di straordinarie origini, sulle quali sono nate molte fantastiche leggende. Alcuni la descrivono come un luogo mitico sospeso tra terra e mare, alla foce dell’ Eridano, affacciata sulle isole d’ambra. L'archeologia ci rimandano a 2500 anni fa: una colonia di probabile fondazione etrusca, o umbra, sorta con funzioniRavenna città d'arte portuali, ai margini di una laguna che allora contornava la costa romagnola, alla foce di un ramo dell’antico delta del Po. La città entrò molto gradualmente nell’orbita di Roma, e fu in particolare l’imperatore Ottaviano Augusto, verso la fine del I secolo a.C., a intuire le potenzialità strategiche della fantastica città: nodo di traffici marittimi e fluviali, isolata dalla terra ferma ma non esposta al mare aperto, collocata all’interno di un sistema lagunare che poteva costituire una formidabile difesa naturale. L’imperatore potenziò così la base portuale dotandola di una flotta pretoria di 250 navi, e la pose a controllo del bacino orientale del Mediterraneo. Ravenna è anche  e sopprattutto, uno scrigno d’arte, di storia e di cultura di prima grandezza, il suo passato glorioso:fra V e VIII secolo fu tre volte capitale e la magnificenza di quel periodo ha lasciato rilevanti testimonianze giunte fino a noi. Ravenna è la città del mosaico: l’arte del mosaico non ha avuto origine qui, ma qui ha trovato la sua più alta espressione in una commistione di simbolismo e realismo, di influenze romane e bizantine ed ancora oggi questo antico sapere delle mani rivive nelle scuole e nelle botteghe.

Tra le sue antiche mura si conserva il più ricco patrimonio di mosaici dell’Dormire a Ravennaumanità risalente al V e al VI secolo. Per questa ragione i suoi edifici religiosi paleocristiani e bizantini sono stati riconosciuti patrimonio mondiale da parte dell’Unesco: il semplice involucro del Mausoleo di Galla Placidia nasconde uno scrigno di stelle infinite; la raffinata composizione che decora il Battistero Neoniano si ispira a una colta tradizione ellenistica, ripresa anche dal Battistero degli Ariani; la maestosità della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo rivela le sue origini di chiesa palatina, eretta da Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti; oltre cento deliziosi piccoli uccelli introducono nell’intimità della Cappella di Sant’Andrea, dove si celebra il Cristo trionfante; meraviglioso il Mausoleo di Teodorico, coperto dal poderoso sasso della cupola; la Basilica di San Vitale, massimo tesoro dell’età paleocristiana, custodisce il ritratto della corte imperiale bizantina; fuori città, elegantissima, la Basilica di Sant’Apollinare in Classe esalta nell’abside Cristo e Sant’Apollinare, primo vescovo e patrono. La bellezza dei mosaici ma non solo: a Ravenna si può passeggiare tra le torri campanarie e chiostri monastici, passando dal romanico al gotico, dagli affreschi giotteschi di Santa Chiara al barocco dell’abside di S. Apollinare Nuovo; dalle testimonianze dell’ultimo rifugio di Dante Alighieri ai Palazzi che videro gli amori di Lord Byron. Chi la incontra se ne innamora oggi come avvenne nel passato a Boccaccio, che vi ambientò una delle sue più belle novelle, a Gustav Klimt che ne trasse ispirazione manifestamente, ad Hermann Hesse che la visitò dedicandovi alcuni versi. Ravenna è romana, gota, bizantina, ma anche medioevale, veneziana e infine contemporanea, civile e ospitale, ricca di eventi culturali e manifestazioni di prestigio internazionale che la rendono proiettata verso il futuro.

Mausoleo di Teodorico: Fu fatto costruire dallo stesso Teodorico nel 520 d.C., come sua tomba. La struttura,che si articola in 2 ordini sovrapposti entrambi decagonali, è interamente costituita di pietra istriana. E' ricoperto da un monolite anch'esso di pietra d'Istria, del diametro di 10 m. e pesa 300 tonnellate. Da una nicchia si accede all'ordine inferiore la cui destinazione, si presume, fosse quella di una cappella per lo svolgimento delle liturgie funebri. Si accede al vano superiore attraverso una scaletta, all'interno del quale è collocata una vasca di porfido dove si presume abbia trovato sepoltura lo stesso Teodorico; le sue spoglie vennero rimosse durante il dominio bizantino.

Basilica di San Vitale: Tempio a forma ottagonale fondato da Giuliano Argentario su ordine del vescovo Ecclesio che fu consacrato nel 548 dall'arcivescovo Massimiano. La basilica di S.Vitale è fra i monumenti piu' importanti dell'arte paleocristiana in italia soprattutto per la bellezza dei suoi mosaici.
L'influenza orientale, sempre presente nell'architettura ravennate, assume qui un ruolo dominante. Non più la basilica a tre navate, ma un nucleo centrale a pianta ottagonale, sormontato da una cupola e tutto poggiato su otto pilastri e archi. La cupola e i nicchioni furono affrescati nel 1780 dai Bolognesi Barozzi e Gandolfi e dal Veneto Guarana. E' da notare che la basilica viene tenuta asciutta con l'ausilio di pompe visto che il piano di calpestio si trova al di sotto del livello della falda freatica.

Mausoleo di Galla Placidia: Galla Placidia (386-452), sorella di Onorio, l'imperatore romano che trasferì nel 402 la capitale dell' impero d'occidente da Milano a Ravenna, fece costruire intorno al 425-450 questo piccolo Mausoleo, un edificio a forma di croce latina oggi famoso per lo splendore dei mosaici. L'esterno dell'edificio è molto semplice, in contrasto con la ricchezza della decorazione musiva dell'interno, la più antica di Ravenna. I mosaici rivestono le pareti delle colte, delle lunette e della cupola. I temi iconografici sviluppati nelle decorazioni rappresentano il tema della vittoria della vita sulla morte, in accordo con la destinazione funeraria dell'edificio. L'incanto del cielo stellato di Galla Placidia. L'atmosfera del mausoleo di Galla Placidia è sicuramente magica: entrando nel piccolo edificio a croce latina si rimane colpiti dall'improvviso passaggio dalla luce del giorno alla riproduzione dell'atmosfera notturna. Le innumerevoli stelle della cupola hanno colpito la fantasia e la sensibilità dei visitatori di Ravenna. Si narra che Cole Porter, in viaggio di nozze nella nostra città alla fine degli anni '20 rimase talmente colpito dall'atmosfera del piccolo mausoleo, che compose la sua famosissima Night and Day pensando al cielo stellato di Galla Placidia.

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